Manifestazione nazionale contro la costruzione dell’inceneritore

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Case Passerini,Sesto Fiorentino – 14 maggio

L’adesione di Legambiente: “Firenze e la Toscana devono investire
sull’economia circolare, non su un’impiantistica che guarda al passato

Volantino-A4-Fronte-DEF“Legambiente aderisce alla manifestazione Fermiamo gli inceneritori di sabato 14 maggio organizzata dalle Mamme no inceneritoreZero Waste Italy e Assemblea per la piana senza nocività e scenderà in piazza per chiedere alla Città Metropolitana di Firenze e alla Toscana una svolta nel ciclo dei rifiuti su tutto il territorio regionale”. È questo il commento perentorio di Stefano Ciafani e Fausto Ferruzza, rispettivamente direttore generale e presidente regionale di Legambiente, che annunciano la partecipazione dell’associazione ambientalista alla mobilitazione prevista per sabato prossimo contro la realizzazione dell’inceneritore di Case Passerini, nel comune di Sesto Fiorentino.

“Da troppo tempo, salvo qualche importante eccezione, – continuano Ciafani e Ferruzza – il governo del ciclo rifiuti in questo territorio sconta ritardi su innovazioni gestionali e impiantistiche che hanno garantito risultati importanti in territori storicamente più arretrati della Toscana. E la conferma arriva anche dai dati istituzionali di ISPRA, che ricordano ad esempio come la Campania possa vantare nel 2014 una percentuale regionale di raccolta differenziata di quasi il 48%, superiore quindi di oltre 3 punti percentuali a quella della Regione Toscana. Scendiamo in piazza proprio per chiedere uno scatto d’orgoglio al sistema Toscana, verso l’innovazione senza attardarsi su soluzioni del passato come l’incenerimento. Una strada radicalmente diversa, che anche l’Emilia Romagna ha recentemente intrapreso (settembre 2015), con una bellissima legge regionale sui rifiuti e la green economy, che prevede un target del 70% di riciclo della materia entro il 2020″.

La manifestazione sarà per Legambiente l’occasione anche per ricordare l’assurdità ambientale ed economica dell’articolo 35 dello Sblocca Italia, che vuole aumentare la capacità di incenerimento del Paese. Come dimostra anche il nuovo pacchetto sull’economia circolare, in via di definizione in ambito europeo, la svolta nel ciclo dei rifiuti sta nella diffusione delle raccolte differenziate domiciliari anche della frazione organica, nella realizzazione dell’impiantistica per il riciclo e il riuso dei rifiuti, nelle politiche di prevenzione, a partire dalla tariffazione puntuale, come fanno ormai città importanti come Parma, Treviso e altri 1.519 Comuni ricicloni, dove vivono quasi 10 milioni di abitanti, che Legambiente ha premiato lo scorso anno.

“Solo in questo modo ci lasceremo alle spalle la stagione delle discariche e degli inceneritori, per rendere concreta la pratica dell’economia circolare in Toscana. Non si parte da zero, come dimostrano realtà importanti come quella di Revet a Pontedera o come le raccolte differenziate con risultati assai elevati di molti Comuni toscani. È da queste realtà virtuose che bisogna ripartire per non cedere a logiche gestionali e impiantistiche fondate su un passato che non tornerà più” – concludono Ciafani e Ferruzza.

Legambiente continua la sua mobilitazione per innovare il ciclo dei rifiuti in tutta Italia e per promuovere l’economia circolare ribadendo le sue ragioni riportate nel Manifesto per un Italia rifiuti free:  http://www.legambiente.it/manifesto-italia-rifiuti-free .

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