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Cari candidati, e cari cittadini

fra una settimana si andrà al voto e chi vincerà le elezioni avrà davanti a sé una difficile sfida ed
una grande opportunità. La sfida è quella di governare una città che, nonostante le dimensioni
non paragonabili a quelle di una grande metropoli, è dal punto di vista economico, culturale e
strategico uno dei centri nevralgici italiani, europei e anche mondiali. L’opportunità è quella di
riuscire a trovare finalmente soluzioni di lungo periodo a problemi che per troppo tempo sono
stati accantonati o nella migliore delle ipotesi “tamponati” per gestire solo l’esistente. Per
cogliere appieno questa opportunità e vincere la sfida, il futuro Sindaco dovrà stabilire quali
sono gli obiettivi e quali le linee guida da perseguire, valorizzando il proprio intero territorio,
coordinandosi con i Comuni adiacenti, anche in vista della futura istituzione della città
metropolitana, e favorendo la partecipazione della cittadinanza nelle decisioni strategiche. È in
quest’ottica di collaborazione che la nostra associazione propone ai candidati e sottopone ai
cittadini gli obiettivi che l’azione della futura Amministrazione dovrà, secondo noi, perseguire.
Ecco le proposte di Legambiente Firenze, che riguardano principalmente la mobilità, le periferie,
le aree dismesse e il verde urbano:

1.     Radicale trasformazione del sistema dei trasporti e della mobilità

Attualmente, ed in controtendenza con le grandi città europee prime nella classifica della
qualità della vita (Monaco di Baviera, Amsterdam, Copenaghen), Firenze mantiene
ancora il primato dell’uso del mezzo privato negli spostamenti quotidiani. Noi riteniamo
che le piccole dimensioni e lo sviluppo pianeggiante facciano di Firenze la città ideale per
creare un sistema integrato di mobilità sostenibile. Chiediamo dunque ai candidati
sindaco di impegnarsi a:

a.     accelerare la realizzazione delle linee 2 e 3 della Tramvia e delle linee metropolitane;

b.     ripensare il progetto del sotto-attraversamento TAV, anche alla luce dei rischi
ambientali e geologici che esso comporta, trovando soluzioni alternative di superficie;

Legambiente Firenze
1c.     invertire la rotta sul servizio di autobus intensificando le corse, potenziando il servizio
notturno quantomeno nel fine settimana per decongestionare il centro storico,
investendo su bus e mini bus elettrici, sostituendo i vecchi autobus altamente
inquinanti con altri più moderni, imponendo prezzi calmierati ai biglietti e agevolazioni
per categorie “svantaggiate” (studenti, disoccupati, anziani), creando ulteriori corsie
preferenziali;

d.     realizzare una rete ciclabile diffusa, sicura e ben curata, non solo con il
completamento di alcune direttrici fondamentali di collegamento (fra tutte segnaliamo
i percorsi: Isolotto - Scandicci, stazione SMN - Novoli - Rifredi - Careggi; Polo
Universitario di Sesto-Polo di Novoli e Rifredi; Rovezzano – Via Aretina – Piazza
Alberti – Piazza Beccaria; centro storico – Statuto – Poggetto – Careggi – Castello;
Viale dei Mille – Campo Marte – Viali di Circonvallazione) ma anche con la creazione
di corsie e zone a traffico limitato (zone 30) e l’introduzione di “sensi vietati - tranne
bici” sul modello di Reggio Emilia e Ferrara;

e.     realizzare un piano strategico di mobilità ciclabile con obiettivo del 20% degli
spostamenti in bicicletta entro la fine del 2015;

f.     predisporre un progetto di integrazione modale tra treno, tramvia, autobus, bicicletta
e grandi parcheggi scambiatori, con la creazione anche di “ciclostazioni” nei punti
nodali di scambio (es. stazioni ferroviarie o fermate importanti dell’autobus);

g.     investire nell’educazione alla mobilità sostenibile ed ecocompatibile con campagne di
sensibilizzazione nelle scuole;

h.     ripensare il sistema delle pedonalizzazioni garantendo servizi di trasporto pubblico
(con mezzi elettrici) anche nelle zone pedonalizzate;

i.     rilanciare il sistema dei parcheggi scambiatori e incentivare i servizi di car sharing, car
pooling, anche attraverso l’uso di sistemi informatici, sul modello di quelli già utilizzati
da ATAF.

2.     Valorizzazione delle periferie.

Le scelte di chi amministra Firenze sono state negli ultimi anni incentrate sulla tutela della
vivibilità e del “decoro” nel centro storico, mentre le periferie sono state troppo spesso
abbandonate a sé stesse. Noi vogliamo un deciso cambio di rotta e per questo
chiediamo l’impegno a:

a.     Creare una città che sia policentrica, in cui ogni area possa avere autonomi servizi
pubblici, spazi di socialità e centri culturali, mezzi di trasporto efficienti e puliti, come
accade nelle maggiori città europee;

b.     Investire nella vivibilità di tutte le zone della città, con l’aumento degli spazi verdi e
adottando un nuovo regolamento del verde, il potenziamento dei collegamenti e
l’istituzione, in ciascun quartiere, di almeno una zona pedonale;

c.     Incentivare i servizi di scuolabus e “pedibus” in tutte le aree;

d.     Favorire l’istituzione di “ecoquartieri” in particolare nella riprogettazione delle aree
dismesse, e promuovere il cohousing e l’housing ecologico;

Legambiente Firenze
2e.     Valorizzare i centri commerciali naturali e inibire la realizzazione di nuovi grandi centri
commerciali;

f.     Mantenere, anche attraverso i consigli di quartiere, un costante dialogo con le
associazioni ed i comitati spontanei dei cittadini;

g.     Implementare il servizio di raccolta differenziata porta a porta.

3.     Recupero delle aree dismesse.

Chiediamo ai candidati sindaco di impegnarsi seriamente in un progetto di ampio respiro
per la riqualificazione ed il recupero delle tantissime e, in alcuni casi, enormi aree
dismesse o abbandonate della città. La riqualificazione del vecchio carcere delle Murate
è un esempio da seguire per coniugare edilizia convenzionata, spazi culturali e artistici e
verde, ma esistono aree dismesse le cui potenzialità secondo noi sono ancora più
elevate, ed il cui recupero “intelligente”rappresenta un’ulteriore sfida per costruire una
Firenze più moderna e sostenibile. Per questo Legambiente Firenze ritiene sia
necessario:

a.     Censire le aree dismesse e predisporre un piano integrato di riqualificazione delle
stesse;

b.     Predisporre per ciascuna area dismessa, a seconda della natura interamente o solo
parzialmente pubblica, e delle specifiche caratteristiche architettoniche, storiche e
funzionali un distinto progetto di riqualificazione;

c.     Perseguire la massima differenziazione possibile delle destinazioni delle aree,
rifiutando la facile equazione + spazio = + case, e utilizzando l’interesse pubblico alla
fruibilità e vivibilità delle aree come criterio orientatore delle scelta sulla loro
destinazione;

d.     A tal fine, monitorare attentamente la fase elaborativa ed esecutiva dei progetti di
recupero, al fine di evitare che essi si traducano nell’ennesima speculazione edilizia;

e.     Coinvolgere tutti i portatori di interesse, quindi anche i cittadini, nel processo di
rivitalizzazione delle aree;

f.     Nel caso di destinazione edilizia delle aree, adottare progetti ecocompatibili e
realizzare ecoquartieri autosufficienti sul piano energetico;

g.     Pensare alle aree adesso dismesse come possibili futuri snodi della mobilità pubblica
e dotarli di infrastrutture adeguate (es. ciclostazioni).

4.     Valorizzazione del verde urbano.

Pensando al governo di una grande città, purtroppo, il verde viene spesso relegato in
poche aree, per essere considerato, nelle altre, un semplice elemento decorativo. Noi
chiediamo invece che la città sia vista come un ecosistema integrato ed eterogeneo, e
che il verde urbano sia percepito come un valore a sé stante e in quanto tale non solo
conservato, ma anche valorizzato in tutte le sue potenzialità. In particolare chiediamo di:

Legambiente Firenze
3a.     Predisporre un regolamento del verde urbano sul modello di quello di Torino;

b.     Impegnarsi per la conservazione e valorizzazione, anche a fini di educazione ed
informazione ambientale, della biodiversità animale e vegetale negli ambienti urbani;

c.     Imporre che nei grandi progetti di riqualificazione (Ex manifattura tabacchi, San Salvi,
Panificio Militare...) siano previste aree da destinare a verde pubblico;

d.     Promuovere la gestione sociale delle grandi aree verdi abbandonate, attraverso la
realizzazione di orti e frutteti sociali o didattici e giardini comunitari;

e.     Incentivare i proprietari di grandi aree verdi inutilizzate al loro uso agricolo, inibendo
l’edificazione;

f.     Nell’ambito dell’ambizioso progetto di riqualificazione del Parco delle Cascine, non
perdere di vista la necessità di tutelare e rafforzare il patrimonio arboreo, negli ultimi
anni indebolito;

g.     Realizzare il parco della Piana come grande parco periurbano metropolitano, dalle
funzioni naturalistiche, agricole e ricreative, che costituisca una vera e propria
“cintura verde”: per questo, ripensare alle scelte a nostro parere errate di
progettazione di infrastrutture pesanti.

 

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