Un food hub alla Mercafir, a impatto zero, in integrazione col Quartiere e con lavoro di qualità: è la proposta lanciata da Cgil, Filt e Legambiente dal convegno alle Murate. “La necessaria riqualificazione dell’area mercatale sia volano di transizione green”. Si pensa a una piattaforma fisica e digitale di aggregazione, logistica e commercializzazione del cibo locale, attraverso anche le mense scolastiche, orientata allo sviluppo di un sistema agroalimentare sostenibile, contro gli sprechi

 

Firenze, 9-4-2024 - Oggi Cgil e Filt Cgil Firenze, insieme a Legambiente Firenze, hanno promosso il convegno “Il futuro di Mercafir come volano per la transizione green di Firenze” presso la Sala Pasquini del Complesso delle Murate.

Nel corso dell’iniziativa i tre promotori hanno presentato una proposta sul futuro di Mercafir, interloquendo con gli attori istituzionali, oltre che con il mondo della ricerca e i soggetti sociali ed economici coinvolti nel progetto. Sono intervenuti al convegno: Ilaria Lani, Segretaria Cgil Firenze; Claudio Gani, Segretario Generale Filt Cgil FI-PO-PT; Marco Duranti, Presidente Legambiente Firenze; Giaime Berti, Ricercatore Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa; Francesca Galli, Prof. Università degli Studi di Pisa; Franco Ceccuzzi, Presidente Gruppo CFT; Alberto Di Cintio, Novoli Bene Comune; Filippo Fossati, Amministratore unico Qualità e Servizi; Gianni Tapinassi, Presidente Mercafir; Giovanni Bettarini, Assessore Comune Di Firenze; Bernardo Marasco, Segretario Generale Cgil Firenze.

Sintesi Proposta Cgil-Filt Cgil-Legambiente

La visione proposta connette l’esigenza di una profonda riqualificazione dell’area mercatale, nell’ottica dell’innovazione tecnologica, della qualità del lavoro e della transizione ecologica, per avere una Mercafir ad impatto zero attraverso l’uso delle energie rinnovabili ed il recupero delle acque piovane, ma anche scelte urbanistiche finalizzate alla maggior integrazione con il quartiere, con il recupero di aree verdi e la riduzione dell’isola di calore, oltreché l’obiettivo di rilanciare la funzione stessa del mercato agroalimentare.

Si propone infatti che Mercafir possa diventare anche un “Food Hub”, cioè una piattaforma fisica e digitale di aggregazione, logistica e commercializzazione del cibo locale, orientata allo sviluppo di un sistema agroalimentare sostenibile. Inoltre, in sinergia con Qualità e Servizi, il soggetto a proprietà pubblica che gestirà anche le mense scolastiche del Comune di Firenze, Mercafir potrà giocare un ruolo decisivo nella transizione verso filiere agricole locali, biologiche e sostenibili, garantendo alla cittadinanza l’accesso al cibo di qualità.

LA PROPOSTA NEL DETTAGLIO

Riqualificazione dell’area mercatale e integrazione con il quartiere

Accanto ad una riflessione sulle nuove funzioni che può assumere Mercafir non possiamo dimenticare l’esigenza di intervento sull’area all’interno delle politiche urbanistiche del quartiere di Novoli.

La conformazione del centro alimentare risale al 1987 e sconta un mancato adeguamento delle proprie strutture ai nuovi standard della distribuzione logistica. I piazzali, i depositi, la viabilità sono infatti risalenti a quel periodo e l’area necessita di una profonda ristrutturazione e innovazione tecnologica.

In questo contesto si inserisce la decisione del Comune di Firenze di prevedere nel Piano Operativo Comunale una profonda rivisitazione urbanistica dell’area mercatale, con la finalità di ridurre la cosiddetta “isola di calore”, migliorare la viabilità, ammodernare l’area mercatale.

Appare inoltre necessario intervenire in favore di una maggior integrazione tra l’area mercatale ed il quartiere di Novoli, con la previsione di interventi per garantire continuità territoriale e una massiccia espansione delle aree da dedicare al verde pubblico nella parte sud dell’area.

In questo processo di ripensamento dell’area proponiamo che trovi una collocazione anche la società in house di gestione delle mense scolastiche Qualità e Servizi, individuando modalità per aprire il Mercato alla cittadinanza e al quartiere anche attraverso progetti finalizzati all’educazione alimentare.

Da “isola di calore” a modello per la transizione ecologica

Nell’arcipelago di isole di calore che rappresenta il Comune di Firenze nell’area della “Piana” di Firenze-Prato-Pistoia, Mercafir, secondo uno studio dell'Istituto per la Bioeconomia del Cnr di Firenze e dell'Ispra pubblicato nel 2020, è uno dei picchi positivi (hot-spot). Le motivazioni di questo fenomeno sono piuttosto evidenti: altissima percentuale di impermeabilizzazione dei suoli ed un basso indice vegetazionale.

La mitigazione degli effetti dell’isola di calore della Mercafir, in piena crisi climatica con l’aumento delle temperature che ha già oltrepassato la soglia di guardia, non è più un intervento rinviabile. Essa rappresenta un’occasione di miglioramento della salute e della qualità della vita dei residenti del quartiere, ma anche dei lavoratori dell’area mercatale, e la si ottiene solamente con una rigenerazione urbana fatta di desigillatura dei suoli e rinverdimento di vaste aree attualmente impermeabili.

L’ammodernamento dell’area mercatale, inoltre, costituisce una grande occasione di rilancio non solo in ambito agroalimentare, ma anche come modello di transizione ecologica. Attualmente si configura come un polo energivoro della città, con grandi impatti sia in termini di consumi energetici che di emissioni di CO2. Un rinnovamento profondo degli spazi e degli edifici potrebbe creare non solo un Food Hub ma anche un Hub dell’energia rinnovabile: efficientamento energetico, produzione di energia da FER (fotovoltaico), geotermia a bassa entalpia per la climatizzazione, sistemi di accumulo di energia a batteria (BESS). Uniti allo stoccaggio e recupero delle acque piovane - utili sia per il riutilizzo dell’acqua che come “volano termico” per la climatizzazione - si potrebbe creare il giusto mix per un’area mercatale davvero a impatto zero.

Mercafir per la costruzione di un sistema agro-alimentare locale

I sistemi agro-alimentari locali possono diventare una delle risposte alla crisi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica della filiera del cibo.

Infatti nella dimensione locale i mercati agroalimentari possono assumere un ruolo non solo come infrastruttura di scambio, ma anche come soggetto che promuove politiche di sviluppo locale improntate alla sostenibilità.

Il soggetto che gestisce la distribuzione può qualificare l’offerta agricola del territorio spingendo da un lato le aziende più industrializzate alla transizione verso l’agricoltura sostenibile e dall’altro dando ai piccoli produttori la certezza di una una giusta remunerazione del valore prodotto.

In questo senso è possibile organizzare e qualificare anche la domanda innanzitutto grazie al ruolo delle mense pubbliche che possono con le loro scelte orientare una fetta importante del mercato, e poi attraverso un rapporto con esercenti e consumatori finali, facilitando l’accesso ai prodotti mediante il market place digitale.

Pensiamo quindi che Mercafir, nel rilancio delle sue funzioni, potrebbe assumere anche quella di “Food Hub” ovvero di una piattaforma fisica e digitale di aggregazione, logistica e commercializzazione del cibo locale, orientata allo sviluppo di un sistema agroalimentare sostenibile. In questo progetto infatti si può ripensare l’intero processo che parte dalle nostre campagne e arriva alle scuole e alle nostre tavole, prendendosi cura della tutela dell’ambiente, dell’equità sociale, dell’educazione alimentare e infine del diritto, per tutte e per tutti, ad un cibo salubre e di qualità.

Mercafir come Food Hub digitale locale

Il  Food Hub per poter svolgere al meglio il ruolo sopra descritto deve essere una piattaforma non solo fisica ma anche digitale di connessione tra produzione e consumo, per aiutare il processo di “scalarizzazione” delle filiere agricole di prossimità.

Questo significa dotarsi di un e-commerce che possa consentire, non solo ai grossisti, ma sempre di più anche ai consumatori di accedere al mercato.

Ovviamente potrebbero essere valorizzate, a seconda del tipo di prodotto, la prossimità e la filiera corta, la sostenibilità della produzione agricola, sia rispetto all’ambiente che alle condizioni di lavoro, mettendo in trasparenza tutte le informazioni che consentono al consumatore di scegliere con maggior consapevolezza.

A questo proposito oltre ai marchi già presenti sulle tecniche di produzione agricola sostenibile è importante ricordare “la rete del lavoro agricolo di qualità” istituita dalle recenti disposizioni di legge nel contrasto al caporalato e alle agromafie.

L’e-commerce deve dotarsi anche di un sistema di logistica ultimo miglio che consenta la consegna a domicilio attraverso una flotta sostenibile di mezzi elettrici e/o ciclologistica.

Il Food Hub nella sua accezione di soggetto volto a curare la comunità locale del cibo potrebbe, come già sta facendo Mercafir, lavorare sul contrasto allo spreco alimentare, sia attraverso i trasformati che attraverso esperienze di solidarietà.